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Nouracham Zakaria



Il colonnello Annecchini e la piccola Nersam
all'ospedale da campo "Ippocrate"

 

Maggio 2009

La missione militare denominata "Nicole", istituita da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite , al comando del Colonnello Franco Annecchini e di stanza ad Abechè, si è occupata di creare un ospedale da campo gestito dalla Task Force "Ippocrate" presso il quale vengono curati quotidianamente decine di civili, oltre a numerosi altri compiti a sfondo umanitario.

Dapprima arrivavano solo uomini (primi nella catena gerarchica delle popolazioni di quel posto).

Ben presto i nostri militari si sono chiesti: «ma le donne e i bambini non hanno mai bisogno di cure?»

(Il video dell'arrivo di Nersam in Italia, per gentile concessione della RAI)

Ci hanno messo molto poco a capire che donne e bambini , ad Abechè come purtroppo in tanti altri posti del pianeta, hanno il loro posto dopo gli uomini e gli animali da lavoro.

E ci hanno messo ancora meno a “sovvertire” quest'infamia sociale iniziando a dare la precedenza proprio a quegli esseri umani più indifesi e ultimi nella catena sociale.

Nasce così l'incontro con tanti bambini, ma una di questi attira in particolare la loro attenzione, soprattutto quella del comandante Annecchini.

Si tratta di Nouracham (abbreviata con il nomignolo Nersam) , quasi 6 anni, che è caduta nel fuoco all'età di tre. Il ritardo nel soccorrerla da parte dei genitori le ha provocato gravissime ustioni su tutto il corpicino ma, soprattutto, la perdita totale del piedino destro.


In partenza per Trieste

Con cure amorevoli e una costante presenza della mamma, della zia e dei militari, medici e non, al suo capezzale la piccola Nersam è uscita dalle gravissime condizioni in cui versava e continuava la regolarmente la terapia.

Un giorno (“Un brutto giorno”- come ricorda il comandante Annecchini) è arrivato l'ordine di smobilitazione delle truppe italiane, ovviamente ospedale compreso.

Nella testa e nel cuore del comandante e dei suoi collaboratori è balenata una perentoria affermazione: «Non possiamo lasciarla qui, non in queste condizioni, non ora!».

Il comandante a quel punto ha attivato tutte le risorse di cui disponeva, anche le più preziose e care.

Infatti proprio la moglie Antonella (triestina di nascita) gli ha suggerito di chiamarci, avendo seguito spesso le vicende di cui la Fondazione si occupa e riscontrando l'efficacia di alcuni nostri interventi.

Un pomeriggio ci siamo finalmente conosciuti con il comandante Annecchini, utilizzando Skype, reso disponibile in quelle lontane terre grazie alle modernissime infrastrutture di telecomunicazioni dell'Esercito Italiano.

Un rapido scambio di informazioni, un breve confronto sulle possibilità di cura coinvolgendo le strutture dell'Ospedale Infantile Burlo Garofolo e la decisione che avrebbe segnato il futuro della piccola Nersam: facciamola arrivare a Trieste.

Il problema più immediato da risolvere, lo si è capito da subito, era il “come” ma soprattutto il “quando”, dato che la presenza militare italiana in Ciad era proprio agli sgoccioli.

Proprio in quei giorni a Trieste si svolgevano le selezioni del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, di cui la Fondazione è promotrice, ed erano riuniti i componenti della giuria fra i quali i direttori di numerose testate televisive e giornalistiche.

Forse la soluzione era proprio a portata di mano: dare al caso una rilevanza mediatica tale da permetterci di far arrivare la bambina prima possibile.


Ultimo saluto alla mamma

L'arrivo a Pratica di Mare, amorevolmente accudita dai nostri militari che l'hanno coccolata per tutto il lungo viaggio dal lontano Ciad

Dopo aver interrotto la riunione della Giuria per alcuni minuti, abbiamo esposto il caso ed immediatamente il direttore di TG2 Onofrio Dispenza ha chiamato il suo inviato a Nairobi Enzo Nucci con un indicazione perentoria: «attiviamo tutte le risorse necessarie al caso. »

Parallelamente , su indicazione del comandante Annecchini, abbiamo stabilito il fondamentale e imprescindibile contatto con la Farnesina (Ministero degli Esteri), fornendo da parte nostra tutte le garanzie necessarie al trasferimento di Nersam in territorio Italiano.

Da li i contatti si sono fatti sempre più frenetici finché è giunta la notizia che tutti aspettavamo: l'imbarco era stato autorizzato sul volo militare anche per la piccola Nersam e suo cugino, che avrebbe dovuto accudirla in Italia.

La macchina organizzativa, preparata con cura dalla Fondazione e dai numerosi amici sul territorio italiano, si è messa immediatamente in moto e al suo arrivo in Italia presso l'aeroporto militare di Pratica di Mare c'erano ad attenderla telecamere, giornalisti ma soprattutto un inviato d'eccezione della Fondazione: Pino Aprile (noto giornalista, già direttore di “Gente” e “Fare Vela”, e oggi Direttore Responsabile del nostro bollettino “I Nostri Angeli”).

Egli ha accolto la piccola con la delicatezza che il caso richiedeva e, accompagnato da un'Ambulanza della Croce Rossa scortata dai nostri militari, l'ha accompagnata fino all'aeroporto di Fiumicino, dove un aereo l'attendeva per portarla prima possibile a Trieste.

Qui giunta è stata accolta presso la nostra casa di Accoglienza di via Valussi e già il giorno successivo ha potuto effettuare le prime visite specialistiche al Burlo.

Ad un mese dal suo arrivo Nersam si è ben ambientata, circondata dall'affetto dei bambini , delle mamme e dei volontari che l'accudiscono ognuna come fosse suo figlio.

La sveglia delle 3 e delle 6 di mattina per le cure alle garze e la somministrazione dei farmaci necessari è divenuto il primo momento della giornata di alcune delle mamme che a turno stanno accanto a Nersam.


L'arrivo a Trieste, dove era attesa da Antonella Annecchini con le figlie Carlotta ed Elisa, e l'interprete Mouna assieme a Gianni e Serena Scarpa

Nersam e Franco di nuovo insieme

Per il cugino Ibrahim tutte queste attenzioni risultano strane in quanto è cresciuto con la mentalità che dovrebbe essere lui al centro dell'attenzione, ma qui in via Valussi anch'egli sta imparando tante “buone” cose nuove.

Il comandante Annecchini, rientrato nel frattempo dal Ciad, è venuto subito a trovare la sua piccola Nersam assieme alla famiglia, anche per rassicurare la bambina nel nuovo luogo dove si trova, così lontano dalla sua casa e da quella che era diventata la sua quotidiana presenza.

In questi giorni la moglie Antonella e le figlie Elisa e Carlotta, assieme alla nonna Marisa, seguono da vicino gli eventi che riguardano la piccola, costantemente aggiornate sul suo stato di salute, e si sta muovendo alla ricerca delle migliori soluzioni possibili per garantirle il miglior futuro possibile.

Nel frattempo Nersam ha imparato ad apprezzare i nostri cibi e le nostre usanze, parla l'italiano che il “suo” Franco (il comandante Annecchini) le ha insegnato dai tempi dell'ospedale in Ciad, e quando mi vede in procinto di uscire dalla casa, nel momento in cui ci scambiamo il bacio di arrivederci , mi sussurra “Mauro, quando mi porti al mare?”… quel mare che ha visto per la prima volta nei giorni subito dopo l'arrivo a Trieste, e del quale potrà pienamente godere appena finite alcune cure preliminari che le sapienti mani dei medici del Burlo hanno immediatamente attivato sul suo piccolo corpicino martoriato.

Antonella Annecchini ha finalmente potuto abbracciare
la piccola Nersam al suo arrivo in via Valussi

Alcuni momenti del lungo percorso fino a Trieste:

L'ospedale da campo in Ciad
Con la mamma alla partenza
Prima mattina in via Valussi
Assieme ai nuovi amici
Con Altin
Marisa, suocera del col. Annecchini
I visita all'ospedale
Inizia l'attesa, con la nostra maglietta portafortuna.

Dal sito ufficiale del Ministero della Difesa:

 

La missione EUFOR TCHAD/RCA è stata istituita sulla base della Risoluzione 1778, del 25 settembre 2007, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. 

La forza militare, a guida europea, di circa 3400 unità è stata schierata in supporto alla missione delle Nazioni Unite MINURCAT nella Repubblica Centro Africana (RCA) e nella Repubblica del Ciad.

Il controllo politico e la direzione strategica della missione sono stati esercitati dal Political and Security Committee (PSC) dell'UE. L'Operation Headquarters (OHQ) ha operato da Mont Valerien (Francia - Parigi) mentre il Force Headquarters (FHQ) da Abechè (Ciad).

L'Italia partecipa alla missione, denominata "Nicole", con un dispositivo sanitario nazionale interforze e relativi supporti (Task Force "Ippocrate") e con personale di Staff, nell'ambito dei suddetti Headquarters.

EUROFOR TCHAD/RCA si è conclusa il 15 marzo 2009 trasferendo le proprie attribuzioni all'ONU (MINURCAT).

I dettagli della missione sul sito ufficiale del Ministero della Difesa.


Articolo tratto dal n.28 di “Oggi” del 8/7/2009 (pag. 122).

Scritto da Antonella Briganti che era presente all'arrivo della piccola Nersam all'aeroporto militare di Pratica di Mare.

Non un sorriso, non una lacrima. Ma la speranza per un futuro che nel suo Ciad non avrebbe mai potuto avere si, quella si.

Nersam ha 5 anni e mezzo e ne aveva solo 3 quando era caduta tra le fiamme.

Il fratello Ibrahim, 26 anni, è con lei. Sa che l'Italia può aiutarli tramite la Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, che ha sede a Trieste e che è nata nel 1994 dopo la morte, in Bosnia e Somalia, dei giornalisti e cineoperatori che danno il nome alla Fondazione.

Nell'ospedale da campo dove hanno cercato di aiutare la piccola, c'era il colonnello Franco Annecchini. Lui conosce la dedizione con cui la Fondazione si occupa dei bimbi vittime di guerra. E' stato lui a chiedere aiuto proprio alla Fondazione.

«Da qualche anno ci occupiamo di tutti i bambini, fino ai 14-16 anni», spiega Gianni Scarpa, vicepresidente della Fondazione. «Le ustioni della piccola sono molto gravi. Ma speriamo di poterle assicurare almeno un'adeguata protesi».

Grazie alla Fondazione triestina, forse il viaggio di Nersam riuscirà a trasformare il suo sguardo fisso in uno sguardo colmo di speranza e, perché no?, di un pizzico di felicità.

Donatella Briganti per “Oggi”.


La partenza da Abechè scortata dai nostri militari...
...e l'arrivo in Italia, scortata dai volontari CRI fino al suo arrivo all'aeroporto di Trieste.

 

Responsabile