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La famiglia di Boris
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| Giugno 2006: Boris torna a casa |
E' il continuo rinnovarsi di sentimenti contrastanti che ci fortifica e ci prepara ogni volta ad affrontare una nuova sfida accanto ai nostri piccoli bambini.
Il contrasto tra la gioia per loro guarigione, ormai sempre più spesso definitiva, e la tristezza del distacco, solo parzialmente mitigata dal pensiero che in fondo tornano a casa dai loro cari.
Noi volontari rimaniamo qui, pronti ad accogliere una nuova famiglia per accompagnarla nel delicato e psicologicamente tortuoso percorso della speranza che in qualche modo li ha portati fino a noi.
Sempre più spesso Forze Armate, ambasciate ed altre istituzioni ci segnalano casi delicatissimi di bambini che rischiano la vita per il solo fatto di essere nati in paesi in guerra o che da quella guerra ne sono usciti malconci al punto tale che le istituzioni non possono garantire le speranze di vita che nel nostro paese sono invece, a confronto, elevatissime.
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Sladana festeggia con la Befana di via Valussi |
Così sono giunti fino a Trieste Sladomir con la moglie Bilijana di 28 anni, la figlia Sladana di 7 anni e il piccolo Boris, a soli tre anni affetto da una forma di leucemia melanoide piuttosto grave.
La sorellina, che inizialmente doveva essere la donatrice del midollo necessario al trapianto e conseguente guarigione, è però risultata poco compatibile.
E' così accaduto un fatto piuttosto raro per noi: il padre Sladomir, il cui midollo è risultato ben più compatibile, ha potuto lasciare anch'egli Belgrado (Serbia) e, temporaneamente, il suo lavoro alle Poste, per raggiungere la famiglia, fatto ben raro a causa delle vigenti leggi in materia di immigrazione, e di cui chi scrive non ricorda precedenti.
L'avventura del piccolo Boris ha avuto inizio a dicembre 2005 festeggiando con noi il suo terzo compleanno al Burlo Garofolo. |
Sladana festeggia il suo compleanno con papà Sladomir |
Durante il durissimo periodo di permanenza all'ospedale che, come sempre accade a causa delle terapie a cui i bambini vengono sottoposti, lo ha visto trasfigurarsi nel fisico in maniera fin troppo evidente, ha avuto molto vicini il rev.Raško Radovic, Parroco della locale comunità Serbo Ortodossa ( e da anni molto vicino alle iniziative della nostra Fondazione) che ne ha curato personalmente il sostegno psicologico, i nostri Volontari, le splendide ragazze del Centro Trapianti dell'Ospedale Infantile Burlo Garofolo e, in particolare, il dott.Marino Andolina che ne ha seguito tutte le vicessitudini mediche pre e post trapianto (oltre ad averlo materialmente eseguito). La mamma Bilijana è sempre rimasta accanto a suo figlio nei delicatissimi momenti dell'isolamento post-trapianto, mentre il papà, che in breve tempo è stato amorevolmente soprannominato Sladoled (gelato nella sua lingua), e la piccola Sladana hanno trovato nelle accoglienti braccia di via Valussi tutto il sostegno e l'amore di cui avevano bisogno nell'attesa dell'esito della terapia. |

Festeggiamenti e danze (kosovare!) tra gli amici di via Valussi |

Sladomir con l'amico Enver |
Un bravissimo uomo, Sladoled, che si è prodigato nella quotidiana organizzazione della casa assieme ai nuovi amici e nel prendersi cura della piccola , dolcissima Sladana
Sono passati i giorni, volate le settimane e, ben presto, spariti i mesi che ci separavano dalla lieta notizia:anche Boris ce l'ha fatta!
Quando il suo medico si è sentito sicuro che il bambino potesse tornare a casa, abbiamo fatto i necessari preparativi burocratici e logistici. |
Siamo andati a trovarlo l'ultimo giorno di permanenza al Burlo, al quale si riferiscono le fotoin basso, e ne sono scaturite le emozioni di cui parlavamo all'inizio di questo breve racconto!
Non vi spaventi l'aspetto ancora apparentemente sofferente di Boris e la mascherina che la sorella usa per difenderne l'ancora delicato organismo da qualche virus vagante : la famiglia è potuta tornare a Belgrado con rinnovate prospettive di vita e con la convinzione che a Trieste hanno lasciato un gruppo di amici pronti ad affrontare nuove sfide.
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I due fratellini |
Il giorno del saluto.... |
A noi rimane il loro ricordo e la foto che abbiamo potuto aggiungere sul muro del soggiorno dedicato a tutti i nostri bambini; una di più…e si va avanti!
Le foto ingrandite
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...e il momento dell'addio |
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