|
|
 |
Dicembre 2006 - Aprile 2007
La Fondazione ha risposto all'appello dei nostri soldati in Libano e ha inviato i propri volontari in Libano per impostare un programma di aiuti. Nel corso di tre brevi missioni il dott. Andolina ha preso contatti con i soldati del CIMIC (collaborazione militare-civile).
I problemi sanitari del sud del Libano aggravati dalla guerra dell'estate '06 son gravi e complessi.
Nei paesini del sud, i militari italiani gestiscono degli ambulatori "volanti" per visitare adulti e bambini di famiglie che non possono permettersi di pagare un medico. In questi ambulatori Andolina ha lavorato come pediatra visitando decine di bambini al giorno. |
Con i soldi della Fondazione ha riempito di antibiotici e antipiretici gli armadi di questi ambulatori.
Sperabilmente in futuro altri medici del Burlo e di altri ospedali della Regione andranno a turno a supportare questa attività.
Vicino alla base di Tibnin dove sta il grosso del nostro esercito c'è il paese di Qana , che sarà ricordato per sempre per essere stato duemila anni fa la sede delle nozze in cui Gesù ha trasformato l'acqua in vino, e purtroppo anche per una strage di bambini colpiti da una bomba israeliana.
In questo paese c'è una struttura ospedaliera inutilizata da anni per mancanza di fondi; proprio in questi giorni con un finanziamento della Fondazione i nostri soldati hanno iniziato le opere le ristrutturazione del'edificio.
|
 |
 |
Se i paesini del Libano colpiti alla guerra soffrono di infiniti problemi, i campi profughi palestinesi rappresentano l'inferno in terra.
Fino a 70.000 persone vivono da decine d'anni in un chilometro quadrato, in condizioni terribili.La comunità internazionale sembra essersi dimenticata di ragazzini di questi campi, dove le poche scuole stanno per chiudere per effetto dell'embargo agli aiuti alla autorità palestinese. In mancanza di aiuti dall'Occidente i giovani palestinesi rischiano di cadere nelle mani degli integralisti che dimostrano di avere notevoli mezzi finanziari.
Non potendo risolvere tutti mali del mondo la Fondazione per ora sta cercando di selezionare almeno qualche bambino con anemia mediterranea che potrebbe, grazie ad una legge regionale ad hoc, venire a Trieste per essere sottoposto ad un trapianto di midollo (foto, prelievo di sange per valutare la compatibilità per trapianto).
Il 23 aprile la Brigata Pozzuolo tornerà a casa, in Regione. Col tenente colonnello Di Giorgio, responsabile del CIMIC , viaggerà anche un ragazzo libanese ferito agli arti da una bomba a grappolo. Sarà ospite della casa di accoglienza di via Valussi e sarà curato presso il reparto di Ortopedia del Burlo . Sarà il primo bambino libanese che i nostri soldati portano in Italia per farsi curare. Sperabilmente non sarà l'ultimo.
Articolo di Marino Andolina |
24 aprile 2007


Hussein con la mama Nazmia, il
tenente colonnello
Di Giorgio e il gen.Gerometta sbarcano a Trieste
|
Grazie all'interessamento delle nostre Forze Armate in Libano tramite la cellula CIMIC (Civil-Military Cooperation) della Brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli e al diretto intervento sul posto anche del dott. Andolina, noto pediatra triestino e consigliere della Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, è giunto a Trieste Hussein Banjak accompagnato dalla madre Nazmia Salhab.
Provenienti dalla zona di Tiro in Libano, hanno viaggiato sullo stesso aereo con i nostri militari comandati dal Generale di Brigata Paolo Gerometta che sono rientrati a casa dopo 6 mesi di missione, attesi con trepidazione dai loro familiari presenti numerosissimi all'aereoporto di Ronchi dei Legionari.
Hussein ha subìto svariate ferite causategli il 12 settembre 2006 dall'esplosione ravvicinata di una terribile bomba “a grappolo”, ed è giunto a Trieste con la speranza di poter intervenire su di esse eliminandone o riducendone gli effetti grazie all'intervento dei medici del Burlo che già dal 24 aprile si riuniranno per stabilire la terapia più conveniente da adottare.
Dopo lo sbarco del generale , dei suoi uomini (tra i quali ci fa piacere ricordare il
tenente colonnello
Di Giorgio che ha attivamente collaborato in Libano con Andolina durante i suoi recenti viaggi previsti dall'accordo di collaborazione internazionale del quale la Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin si è fatta interprete di primo piano) e della bandiera di guerra dell'unità, salutati dalla banda e dagli struggenti saluti dei familiari, Hussein e Nazmia , dopo i personali e affettuosi saluti dell'on.Rosato, del presidente del Consiglio Regionale Tesini, del prefetto De Lorenzo e delle numerose autorità presenti, sono saliti sul furgone della Fondazione per il viaggio verso via Rossetti, sede della nostra seconda Casa di accoglienza. |
Prima di recarvisi, Gianni Scarpa , segretario amministrativo della Fondazione e per l'occasione chaffeur d'eccezione (come lo ha scherzosamente definito Nazmia) ha fatto fare un breve giro di Trieste ai nostri amici che, con la collaborazione della gentilissima Muna che ha fatto loro da interprete, hanno potuto ammirare la nostra bellissima città in veste notturna.
Giunti in via Rossetti, hanno trovato la cena pronta secondo le usanze musulmane, amorevolmente preparata da Ariella e Aida con Diana che hanno rassicurato i nuovi ospiti sul profondo rispetto da parte nostra sulle loro usanze fondamentali, sia di tipo religioso che alimentare. |
Andolina dà il benvenuto a Hussein assieme a Muna, nostra preziosissima interprete |
|
Dopo aver indicato ai due la direzione della Mecca, per consentire loro il corretto espletamento delle preghiere quotidiane, aver dato loro numerose indicazioni sull'uso delle strutture della casa e averli messi in contatto con i loro familiari in Libano, li abbiamo lasciati finalmente liberi di andare a riposare, con appuntamento fissato l'indomani per la prima visita medica di Hussein.
Anche per loro è iniziato un percorso pieno di speranze, che ci vedrà come sempre tutti al loro fianco fino al ritorno a casa.
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro i quali si sono prodigati con non poco sforzo fisico, amministrativo e burocratico per poter avviare questa importantissima collaborazione che, per tipologia, rappresenta uno dei fini istituzionali fondamentali della Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin.
Vi segnaliamo alcuni interessanti articoli del quotidiano locale Il Piccolo scritti da Pier Paolo Garofalo
(1,5 MB) , che recentemente ha accompagnato Andolina in Libano, e di Luca Perrino
(640 KB) sul rientro della Pozzuolo.
Il servizio del TG3 Regionale disponibile nel nostro archivio multimediale.
|
|