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11 aprile 2008 : Bora....soffio d'Amore

Lo stand allestito presso il
Palachiarbola di Trieste |
Sono stati per noi volontari della Fondazione tre giorni pieni di entusiasmo nell'incontrare le migliaia di persone che hanno assistito a questo magnifico spettacolo.
Tre giornate durante le quali abbiamo potuto approfittare del palco messoci a disposizione da Mario, Elvia e David Vitta per raccontare, ogni volta in modo diverso, quello che la Fondazione ha fatto, sta facendo , e soprattutto è intenzionata a fare nei prossimi anni.
Incontri scanditi dai filmati e dalle fotografie raccolte in quest'ultimo anno dai nostri volontari e raccolte nel DVD “Momenti 2007-2008” che in tanti hanno dato segno di apprezzare a fine spettacolo.
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Momenti che ricordano le decine di bambini ospitati nelle nostre foresterie in quest'ultimo anno, momenti che ricordano le tante persone che ci vengono a trovare per trascorrere qualche ora in gioiosa compagnia o a rasserenare l'animo di coloro che non hanno ancora ritrovato la gioia della guarigione.
Momenti ancora nei quali i tanti amici che abbiamo vengono a portare un aiuto concreto a quelli che sono gli impegni finanziari che la Fondazione sostiene ogni giorno che il buon Dio ci manda.
Momenti dolorosi, nei quali ci stringiamo assieme per ricordare anche chi, più sfortunato degli altri, non ce l'ha fatta a sopportare il male che il fato gli ha così ingenerosamente destinato.
Momenti….e tra questi anche “Bora….soffio d'amore” rimarrà per sempre nei nostri cuori.
Hassan e Hussein con il papà Hadi, presenti allo spettacolo nel quale siamo stati ospiti con i nostri bambini, sono già ripartiti, guariti, per l'Iraq, loro terra natale, ma prima di farlo mi hanno tanto raccomandato di fargli avere le foto dell'esibizione.
Uno spettacolo simile loro non l'avevano mai visto! Ho obbedito senza indugio, e mi sono entusiasmato per la loro felicità quando, a poche ore dalla partenza del loro lungo viaggio ( ci hanno messo 1 settimana….si …. proprio una settimana per poter tornare a casa loro!) abbiamo visto assieme il DVD con le sequenze fotografiche dello spettacolo. |

Giovanni Marzini, consigliere della Fondazione, è intervenuto alla Prima. 
I nostri bambini durante lo spettacolo
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...a fine spettacolo,i bambini della
Fondazione hanno incontrato i protagonisti 
..e le bimbe non si sono fatte sfuggire l'occasione per scambiare un bacio un un bellissimo Tergesteo!
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“Grazzie mile Mau'ro” mi hanno detto mentre ci scambiavamo i classici tre baci musulmani di chi si dichiara grande amico!
E appena arrivati a casa,vicino a Baghdad, hanno fatto vedere il DVD alla mamma….poi mi hanno telefonato (!!!) durante la notte per ringraziarmi ancora una volta….ecco questi sono i Momenti indimenticabili di chi davvero “vive” la Fondazione …in essa e per essa!
Un grandissimo ringraziamento ed un'affettuosa riconoscenza da parte nostra a tutti coloro che si sono prodigati per il successo di questa manifestazione, a tutti coloro che ci hanno sostenuto acquistando i nostri gadgets (per inciso sono stati davvero tantissimi!) e un arrivederci a presto a Mario, Elvia e David.
Un ringraziamento particolare anche a Elisabetta, Francesco, Massimo e a tutti i tecnici che ci hanno supportato (e sopportato!) affinchè la nostra partecipazione fosse il più visibile ed efficace possibile.
Il sito ufficiale dello spettacolo

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Intervista di Francesco Narciso a David Vitta, uno degli organizzatori dello spettacolo:
N.:Come è nato il progetto di “Bora Soffio d'Amore” e in che momento ti sei reso conto che era possibile realizzarlo?
D.:Era già da tempo che pensavo e ripensavo ad un progetto simile da rappresentare qui a Trieste.
Gli stimoli principali che mi hanno spinto in questa direzione sono stati sicuramente la nostalgia dei tempi di quando lavoravo per NOTRE DAME DE PARIS…
Era mio desiderio infatti far provare anche qui quelle emozioni che si possono provare solo collaborando insieme nella realizzazione di uno spettacolo; l'adrenalina della preparazione, il vedere tanta gente che lavora insieme per un obiettivo comune, il vedere che, giorno dopo giorno questo progetto prende vita e cresce…
Poi, anche grazie al 35esimo anniversario della fondazione del Jolly ed alle continue richieste da parte di soci ed ex atleti che volevano festeggiare questo traguardo organizzando un qualcosa di unico, la possibilità si è fatta concreta.
Anche scegliere il tema della rappresentazione non è stato semplice, abbiamo pensato a tutto il possibile ed immaginabile, finchè il Maestro Mario non ha proposto un tema caro alla città di Trieste; la leggenda di Bora ed il suo amore per Tergesteo ripreso dalle leggende carsiche…
Inizialmente ero contrario a questa idea perché pensavo: riuscirà il pubblico a capire di cosa narra la leggenda solo ascoltando la musica e vedendo gli artisti muoversi, pattinare e danzare sul palco?
Quando poi però ho visto la sceneggiatura del Maestro Mario con le coreografie di Sandro Guerra e gli arrangiamenti di Lorenzo Castellarin, non ho avuto più dubbi: avevamo il nostro spettacolo!!
Ma, l'effettiva possibilità della realizzazione si è concretizzata solo quando il 20 marzo (prova generale n.d.r.), la produzione e tutti gli atleti che fino a quel momento avevano provato da soli nelle rispettive sedi si sono ritrovati al Jolly…
In quel momento ho capito che eravamo veramente una forza inarrestabile!!! |

Un muretto carsico interpretato
dalle ballerine della Step

Bora duetta con Tergesteo

La danza del mare di Trieste
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Una piccola "Roccia del Carso"
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N.:Tiriamo un po' le somme di questi 3 giorni:
D.:La cosa di cui vado più fiero è la costruzione di una squadra.
Una squadra fatta da persone eccezionali che in futuro potranno realizzare non uno, ma mille spettacoli come questo.
Una grandissima soddisfazione, vedere persone che provenivano dalle più disparate esperienze lavorative e di vita, lavorare assieme con un grandissimo affiatamento.
Una squadra che è stata operativa al cento per cento il sabato sera.
In quel momento mi sono reso conto che il mio ruolo di direttore di produzione si era esaurito.
Tutti gli ingranaggi erano ben oliati e al loro posto.
E' stato un po' come costruire un grande corpo umano, che può ben funzionare solo quando tutte le parti lavorano per un fine comune… |
N.: Cosa ti resterà di più di tutta questa esperienza?
D.:Tante emozioni e sensazioni…ma soprattutto i sorrisi di tutte le persone che hanno partecipato; nessuno era più importante degli altri, la cosa più importante era credere in quello che si stava facendo e credere nella forza del gruppo.
Il vedere che insieme si poteva affrontare una sfida e vincerla.
N.: Progetti futuri?
D.:Richieste di riproporre questo spettacolo ce ne sono state tante, sia dall'Italia che dall'estero.
Bisogna innanzitutto valutare le più concrete e analizzarne l'effettiva possibilità di realizzazione. |

La straordinaria interpretazione
di Nembo Cirro
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Anche perché il mio desiderio sarebbe quello di portare avanti tutto l'organico che ha permesso già di realizzare questo spettacolo.
Mi piacerebbe che questo progetto crescesse ancora e che desse la possibilità anche a tanti altri giovani di parteciparvi e di fare una significativa esperienza di vita oltre che di lavoro…
Tramite questo progetto abbiamo voluto anche dimostrare che Trieste non è una città vecchia e stanca ma, tutto al contrario, c'è molta energia e voglia di crescere…
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Soffio d'Amore
Una bellissima storia, ispirata alle leggende carsiche e rivisitata da Mario Vitta
Eolo, padre dei Venti, correva per il mondo con i suoi adorati figli : Tramontana, Libeccio, Ostro, Scirocco, Greco, Maestro, Ponente e Levante, e per ultima ma non d'importanza la giovane e bizzosa Bora, che era la sua preferita.
Bora distratta dalle nuvole, si allontanò dal padre e dai suoi fratelli, e capitò per caso in un verdeggiante altipiano. Corse a giocare con tutte le nuvole che si trovavano in cielo in quel momento facendole ballare tra un soffio e l'altro e prendendosi gioco soprattutto di una strana nuvola, il Nembo Cirro Brontolone.
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Si divertiva anche a muovere i rami dei quercioli e dei castani che, al suo passaggio, erano piuttosto intimoriti dalla sua velocità e dalla sua esuberanza. Dopo un po' Bora, mentre giocava e correva qua e là, rimase colpita e affascinata da strane creature fatate, le Vile e dai Coboldi, che la condussero con modi gentili e amichevoli alla ricerca di un riparo. |
Nel frattempo, nella grotta aveva trovato ristoro, il mitico Tergesteo, appena ritornato da un lunghissimo viaggio. Il giovane era così forte, bello, affascinante che Bora se ne innamorò perdutamente. Anche Tergesteo, colpito dal fascino di Bora, ricambiò con lo stesso impeto. I due giovani vissero felici in quella grotta sette giorni di splendido amore.
Accortosi dell'allontanamento di Bora, Eolo, disperato, decise di andare a cercarla con l'aiuto dei suoi figli e durante la ricerca si rivolse a Mare,Terra e Cielo,
ma Bora sembrava introvabile.
Nembo Cirro, che conosceva il nascondiglio dei due amanti, per vendicarsi dei dispetti di Bora, spifferò tutto ad Eolo. |
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Senza esitazione Eolo si recò alla grotta e vide Bora abbracciata a Tergesteo, si infuriò e si avventò contro il giovane, ferendolo. Tergesteo resistette eroicamente, ma invano; Eolo, con un potente soffio, lo scagliò in riva al mare e portò via Bora.
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Mare prontamente ricoprì Tergesteo nascondendolo alla furia del Vento.
Bora riuscì a fuggire dal padre, cercò Tergesteo, ma non lo trovò e scoppiò in un pianto dirotto. Le Vile, che avevano assistito alla scena violenta, vollero far capire ad Eolo l'efferatezza del suo gesto, tramutando in pietra ogni lacrima di Bora, che pianse talmente tanto da trasformare il suolo verdeggiante dell'altipiano in un manto di pietra, e trasformarono il sangue delle ferite di Tergesteo in sommacco. |
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Le Vile, infine, convinsero Eolo a lasciare Bora libera di rimanere in quei luoghi, che avevano visto nascere la sua bellissima storia d'amore e permisero a Bora di rividerlo per l'ultima volta con gli occhi del cuore e della mente, materializzandolo accanto a lei. Al culmine della commozione e della gioia, i due amanti rivissero per l'ultima volta la loro passione d'amore.
Bora si ritrovò sola, ma da quel giorno, ogni anno rivisiterà quei luoghi, per lei magici, arrivando con tutta la forza prorompente per cercare il suo amore perduto. In onore di Tergesteo, le genti, che in futuro avrebbero abitato quei luoghi leggendari, fondarono TERGESTE, ora TRIESTE. |
Tratto da www.pattininews |

Gli artisti salutano il pubblico presente, in compagnia degli entusiasti bambini della Fondazione
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