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domenica 1 agosto 2010
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Roberta, Marisa e Isabelle nel giardino di via Valussi
Roberta, Marisa e Isabelle nel giardino di via Valussi
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rio contempo, 11 luglio 2008

Roberta Roman, Marisa Mercadè e Isabelle Sajot, splendide componenti del Trio Contempo , nato dalla fusione di sonorità italiane, argentine e francesi, hanno approfittato della loro tappa triestina in occasione della V edizione del Premio Luchetta venirci a conoscere, ma non solo.

Portando con se i loro preziosi strumenti (gli stessi che avrebbero poi utilizzato la sera del concerto, con i conseguenti problemi di sicurezza per la loro integrità), ci hanno messo davvero poco a fare amicizia coi bambini ospiti della nostra Fondazione, raccontando loro ad esempio la storia della nascita del “bandonèon”, una sorta di fisarmonica divenuta poi uno degli strumenti simbolo della cultura musicale argentina, e dell'utilizzo del violoncello come simbolo della nuova generazione del tango.

Il “corpus musicale dell'ensemble è un linguaggio dai sapori moderni e dall'indiscutibile fascino antico del tango”, cita il loro sito ufficiale www.triocontempo.com .

Roberta in particolare (facilitata dalla lingua) si è calata immediatamente nella magica atmosfera che via Valussi le stava donando, con i bambini che, di fronte a questi strani strumenti mai visti prima dal vivo, erano rimasti a bocca aperta ad ammirare le tre artiste fin dai preparativi, accurati come si trattasse di un concerto ufficiale.

La considerazione professionale dedicataci e stata poi lautamente ripagata dall'attenzione silenziosa e immobile (evento piuttosto raro con i nostri piccoli) durante l'esibizione, alla quale ha fatto da contraltare un fragoroso applauso finale di compiaciuto apprezzamento tanto da parte dei piccoli quanto dai grandi.


La piccola Doris assiste
estasiata all'esibizione


Roberta Roman

E' stato il momento in cui spettatori e artiste si sono fusi in un tutt'uno che aveva un sapore di magia, e che Roberta, Marisa e Isabelle hanno apprezzato al punto da non risparmiarsi più in alcun modo, proseguendo con il racconto della nascita e dell'evoluzione dei loro strumenti e soprattutto della loro musica.

Magia che ha contagiato tutti al punto che i grandi hanno approfittato della loro presenza per richiedere anche il bis di un celeberrimo tango di Astor Piazzolla che le tre artiste hanno eseguito alla perfezione, scatenando l'ultimo fortissimo applauso.

Nella tarda mattinata già caldissima di luglio, le tre musiciste sono riuscite a procurare i brividi per la loro interpretazione!

 


Roberta, Marisa e Isabelle con Scarpa

I Trailers di alcuni dei brani eseguiti dalle tre musiciste:

Danzarin (Juliàn Plaza)

Flamengo! (Youri Bessieres)

Oblivion (Astor Piazzolla)

Gallo Ciego (Augustin Bardi)

 

Poi Scarpa (che più tardi affermerà “l'ultima cosa che pensavo di vedere in via Valussi è un concerto dedicato al Tango, ma è stata un'esperienza indimenticabile!”) e Angiolini hanno raccontato alle tre artiste e a Maurizio Mannoni (Rai2), giunto nel frattempo in via Valussi assieme a Sebastiano Somma (che da noi è ormai di casa) le “cose” della Fondazione, con dovizia di racconti e dettagli che hanno suscitato da parte di tutti un sincero apprezzamento.


Maurizio Mannoni autografa una delle nostre magliette

Le loro domande sulle nostre attività , sui successi , e talvolta gli insuccessi, che sono tra le nostre quotidiane incombenze, ci hanno dato il senso della misura del loro interessamento e l'affetto, con cui si guardavano intorno, ne è stato la riprova.


Jecky regala le nostre magliette a Roberta e Marisa

Occhi, sguardi, parole e gesti che ormai abbiamo cominciato a riconoscere negli animi e nei comportamenti delle persone che vengono a conoscere la nostra piccola “grande” realtà di vita.

Sempre più spesso nemmeno la lingua rappresenta più un ostacolo, grazie a volontari che ci aiutano a tradurre al volo le lingue con le quali ci si esprime in quella che ormai sta diventando “una casa del mondo”.

Alla fine, malinconico come sempre, è arrivato il momento dell'addio, anzi , dell'arrivederci poiché , come nel caso di Sebastiano, sempre più spesso le persone tornano a trovarci volentieri ogni qualvolta “transitano” da Trieste.

E proprio Somma, questa volta, ci ha lasciato un bellissimo regalo: il suo primo lavoro da regista!.


Somma comunica a Scarpa e Angiolini la sua intenzione

Una serie di tre “docu-fiction” girate a Mostar che Sebastiano ha regalato alla Fondazione per utilizzarle in modo che sempre più persone abbiano la possibilità di conoscerci, apprezzando il lavoro e la serenità dei quali lui stesso si è innamorato.


Sebastiano bacia con affetto la piccola Altina



Isabelle mentre atografa la maglietta assieme a Marisa e Roberta


Sebastiano posa con le due imminenti mamme (nascite previste a fine agosto 2008) Giuliana (foto sopra) e Clotida (sotto)

 

Responsabile