Poi Scarpa (che più tardi affermerà “l'ultima cosa che pensavo di vedere in via Valussi è un concerto dedicato al Tango, ma è stata un'esperienza indimenticabile!”) e Angiolini hanno raccontato alle tre artiste e a Maurizio Mannoni (Rai2), giunto nel frattempo in via Valussi assieme a Sebastiano Somma (che da noi è ormai di casa) le “cose” della Fondazione, con dovizia di racconti e dettagli che hanno suscitato da parte di tutti un sincero apprezzamento.

Maurizio Mannoni autografa una delle nostre magliette
Le loro domande sulle nostre attività , sui successi , e talvolta gli insuccessi, che sono tra le nostre quotidiane incombenze, ci hanno dato il senso della misura del loro interessamento e l'affetto, con cui si guardavano intorno, ne è stato la riprova.

Jecky regala le nostre magliette a Roberta e Marisa
Occhi, sguardi, parole e gesti che ormai abbiamo cominciato a riconoscere negli animi e nei comportamenti delle persone che vengono a conoscere la nostra piccola “grande” realtà di vita.
Sempre più spesso nemmeno la lingua rappresenta più un ostacolo, grazie a volontari che ci aiutano a tradurre al volo le lingue con le quali ci si esprime in quella che ormai sta diventando “una casa del mondo”.
Alla fine, malinconico come sempre, è arrivato il momento dell'addio, anzi , dell'arrivederci poiché , come nel caso di Sebastiano, sempre più spesso le persone tornano a trovarci volentieri ogni qualvolta “transitano” da Trieste.
E proprio Somma, questa volta, ci ha lasciato un bellissimo regalo: il suo primo lavoro da regista!.

Somma comunica a Scarpa e Angiolini la sua intenzione Una serie di tre “docu-fiction” girate a Mostar che Sebastiano ha regalato alla Fondazione per utilizzarle in modo che sempre più persone abbiano la possibilità di conoscerci, apprezzando il lavoro e la serenità dei quali lui stesso si è innamorato.

Sebastiano bacia con affetto la piccola Altina
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