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Trieste, 18 luglio 2009
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amberto Sposini: il primo incontro con Trieste è quello con i bambini della Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin di via Valussi. E' il modo che ha scelto per conoscere la città e per entrare nell'atmosfera della serata “I nostri Angeli” che condurra' di li' a poco, in piazza Unita' d'Italia, serata conclusiva del Premio Giornalistico Internazionale Luchetta. |
“Un incontro che non ti aspetti – confessa – che sorprende ed emoziona”.
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Per il giornalista e conduttore Rai comincia un pomeriggio da lui stesso definito molto speciale. “Sono rimasto veramente molto colpito da questa struttura – racconta – e non lo dico perchè sono qui o perché sono stato chiamato a condurre la serata ‘I nostri angeli' .
Lo stesso Premio Luchetta – sottolinea Sposini - tra i premi giornalistici si differenzia per il maggior numero di motivazioni, e qualitative e quantitative.
E non a caso – continua – tutta questa esperienza arriva da una terra di frontiera, una terra che può essere difficile, ma che è sempre ricca di fermenti, di slanci, di solidarietà.
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E la Fondazione ne è un esempio, uno straordinario esempio”.
Ad accogliere il popolare giornalista l'atmosfera festosa di sempre, quella che sa sconfiggere quotidianità spesso dure, difficili, dolorose.
Molti piccoli ospiti cercano di conquistarlo con un sorriso o una stretta di mano. Altri offrono disegni, il modo più immediato per comunicare quando le lingue, differenti, non consentono alcuno scambio.
Ad accogliere Sposini ci sono anche i vertici della Fondazione, i volontari, le mamme e i parenti dei piccoli ospiti. Via Valussi lo accoglie come un amico che si aspettava da tempo. E' lo spirito della casa, aperta a tutti, lo spirito di accoglienza che si trasforma in solidarieta'. |
Dopo l'accoglienza e la visita, per Sposini arrivano le storie.
Le mille storie che hanno fatto, di questa struttura, il centro di un mondo di speranza reale. Sposini se le fa raccontare, le ascolta con attenzione.
Come la storia della piccola Nouracham, 5 anni e mezzo, arrivata dal Ciad con profonde ferite al corpo e all'anima: una gamba parzialmente amputata dal fuoco che le ha compromesso anche la funzionalita' dell'altro arto e deturpato parti del corpo. Sorride dalla sua carrozzina.
Ora può sperare, grazie alle cure del Burlo e a una lunga riabilitazione già programmata per lei. |
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"Questa come le altre, sono storie che ti entrano come spine nel cuore.
Ammiro il vostro coraggio e la vostra forza" – confessa Sposini ai volontari – "esempi di reale solidarietà, che terrò a mente.
Una realtà di cui mi farò portavoce, una realtà che andrebbe esportata.
Un vero segno di civiltà" – sorride - "Arrivederci, a presto, spero".
Marinella Chirico |
Il servizio di RAI 3 TG Regionale sulla visita di Sposini
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Lamberto Sposini si intrattiene amichevolmente con Manuel... |
...e si fa raccontare le sue vicessitudini da mamma Lona e Klejdi. |
Marinella Chirico, autrice dell'articolo, sempre presente con i bambini della Fondazione
(qui con la piccola Nersam)
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