«La "Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin
per i bambini vittime della guerra" ha il piacere di
invitarLa venerdì 28 gennaio, nell'anniversario della
tragedia di Mostar, presso il centro di prima accoglienza
di via Valussi 5 a Trieste.
Alle 11.30, con i rappresentanti degli enti e delle istituzioni
che ci sono stati vicini in questi anni di attività,
ci ritroveremo assieme ai rappresentanti delle comunità
religiose della città per un momento di raccoglimento
e preghiera, a fianco dei bambini e delle famiglie ospiti
della nostra casa.
Sarà l'occasione per ricordare, con un gesto di pace
e fratellanza, chi undici anni or sono perse la propria
vita nel raccontarci una guerra.»
Il presidente
Con queste parole Enzo Angiolini ha invitato i rappresentanti
degli enti ed istituzioni a ricordare insieme in via Valussi
il tragico momento che 11 anni fa ci ha portato via i nostri
tre amici Marco,
Dario e
Saa,
seguito da un altro lutto a breve distanza di tempo per
Miran.
Foto di gruppo delle autorità
intervenute, regalata alla Fondazione dal noto
fotografo triestino Bruni.
Marino Andolina, appena
rientrato da una missione nelle zone colpite
dallo Tsunami a dicembre, mentre racconta
la sua esperienza ad alcune delle autorità
ecclesiastiche intervenute.
E' stato per noi un grande piacere e onore ricevere il
Vescovo rappresentante della
Chiesa Cattolica mons. Eugenio Ravignani,
il Parroco della chiesa Serbo Ortodossa rev. Rako
Radovic, il Pastore della
Chiesa Evangelica Luterana rev. Dieter Kempen
(anche in rappresentanza della Chiesa Riformata Elvetica
e Valdese, della Chiesa Metodista e della Chiesa Cristiana
Avventista) e il Presidente del
Centro Culturale Islamico Saleh Igbaria.
Abbiamo avuto inoltre il piacere di ospitare il Sindaco
di TriesteRoberto Dipiazza, l'assessore alla
Cultura del Friuli Venezia Giulia Roberto Antonaz
e il rappresentante della Presidenza della Provincia di
Trieste.
Ospiti d'onore della giornata i ragazzi del coro
delCollegio
del Mondo Unito che, diretti da Stefano Sacher
e dalla sua collaboratrice, hanno intonato alcune canzoni
del loro repertorio con parole che , nel contesto di via
Valussi, vedevano ingigantito il loro significato e che
i presenti hanno fortemente dimostrato di apprezzare, manifestando
con decisi applausi il coinvolgimento emotivo che le loro
note hanno suscitato.
I piccoli ospiti di via Valussi erano come sempre lì,
in prima fila, a godere dell'ennesimo spettacolo che la
Fondazione ha organizzato per loro. E dietro a loro le mamme
che, come sempre accade in queste occasioni, hanno preparato
dolci, pizze e ogni ben di Dio che le loro sapienti mani
ci hanno insegnato ad apprezzare in questi anni.
Nel corso dell'incontro, su invito di Daniela
Luchetta, 2 ragazzi della Fondazione hanno espresso
il loro pensiero con parole semplici quanto efficaci
, che volentieri pubblichiamo qui sotto.
Ali Rustim è uno dei ragazzi a cui la
Fondazione ha dato una mano per trovare una nuova
soluzione di vita.
« Sono Ali. Sono curdo e arrivo dall'Iraq.
Sono venuto in Italia per studiare e soprattutto
per fuggire dalla guerra.
Io che ho visto la guerra penso che se l'uomo
usa la testa non costruisce le armi.
Qui in via Valussi ci sono persone che arrivano
da tutto il mondo.
Ognuno ha la sua religione, i suoi pensieri, ma
viviamo come in una grande famiglia.
Quindi stare insieme in pace si può.
»
Ali Rustim
«Mi chiamo Osama vengo dalla Terra Santa,
da Nazareth.
Ho vissuto la guerra e la pace.
Mi ricordo il capodanno del 2000,
siamo incontrati un gruppo di studenti universitari
a Betlemme per le feste.
Eravamo Israeliani, Palestinesi, Musulmani,
Cristiani, Ebrei.
Era bellissimo, tutti contenti felici, ballavamo
scherzavamo, non dimenticherò mai quel momento.
Invece alla fine del 2000 dopo l'ultima
intifada è cambiato tutto, sono distrutti
i rapporti sociali, l'economia.
La gente si è stancata, vuole la pace, un
po' di respiro ,di tranquillità
Ci siamo stufati di sentire le tragedie al telegiornale,
morte, case distrutte, attentati .
Io penso che tutto sia possibile, eliminando la
guerra con la buona volontà , con l'amore
distruggendo l'odio .
SI, si puo vivere in pace Israeliani
e Palestinesi, Arabi e Ebrei. NO alla violenza SI alla convivenza,
alla PACE.»
Khalaila Osama
E nel segno della continuità dell' impegno che
la Fondazione ha deciso di portare avanti negli anni
in nome dei nostri amici, Enzo Angiolini ha illustrato
quelle che finora sono state le principali attività,
i progressi fatti nel perseguire gli obiettivi prefissati
e le prossime iniziative in fase di avanzata realizzazione,
tra cui l'apertura di una nuova casa di accoglienza
che soddisfi alle ormai costantemente crescenti necessità
di ospedalizzazione dei nostri bambini.
Enzo Angiolini durante
una fase dell'incontro in cui ha illustrato
le attività della Fondazione.
I componenti del coro del
Collegio del Mondo Unito.