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LUCHETTA    OTA   D'ANGELO   HROVATIN

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venerd́ 10 settembre 2010
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Un discorso di Pace

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I ragazzi del Coro del Collegio del Mondo Unito di Duino
Trieste, venerdì 28 gennaio 2005


«La "Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin per i bambini vittime della guerra" ha il piacere di invitarLa venerdì 28 gennaio, nell'anniversario della tragedia di Mostar, presso il centro di prima accoglienza di via Valussi 5 a Trieste.
Alle 11.30, con i rappresentanti degli enti e delle istituzioni che ci sono stati vicini in questi anni di attività, ci ritroveremo assieme ai rappresentanti delle comunità religiose della città per un momento di raccoglimento e preghiera, a fianco dei bambini e delle famiglie ospiti della nostra casa.
Sarà l'occasione per ricordare, con un gesto di pace e fratellanza, chi undici anni or sono perse la propria vita nel raccontarci una guerra.
»

Il presidente

Con queste parole Enzo Angiolini ha invitato i rappresentanti degli enti ed istituzioni a ricordare insieme in via Valussi il tragico momento che 11 anni fa ci ha portato via i nostri tre amici Marco, Dario e Saša, seguito da un altro lutto a breve distanza di tempo per Miran.

Foto di gruppo
Foto di gruppo delle autorità intervenute, regalata alla Fondazione dal noto fotografo triestino Bruni.

 

rev. Radovic tra mons. Ravignani (destra)  e Andolina (sinistra)
Marino Andolina, appena rientrato da una missione nelle zone colpite dallo Tsunami a dicembre, mentre racconta la sua esperienza ad alcune delle autorità ecclesiastiche intervenute.
La direttrice del Coro con i nostri bambini durante l'esibizione

E' stato per noi un grande piacere e onore ricevere il Vescovo rappresentante della Chiesa Cattolica †mons. Eugenio Ravignani, il Parroco della chiesa Serbo Ortodossa rev. Raško Radovic, il Pastore della Chiesa Evangelica Luterana rev. Dieter Kempen (anche in rappresentanza della Chiesa Riformata Elvetica e Valdese, della Chiesa Metodista e della Chiesa Cristiana Avventista) e il Presidente del Centro Culturale Islamico Saleh Igbaria.

Abbiamo avuto inoltre il piacere di ospitare il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l'assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Roberto Antonaz e il rappresentante della Presidenza della Provincia di Trieste.

Ospiti d'onore della giornata i ragazzi del coro del Collegio del Mondo Unito che, diretti da Stefano Sacher e dalla sua collaboratrice, hanno intonato alcune canzoni del loro repertorio con parole che , nel contesto di via Valussi, vedevano ingigantito il loro significato e che i presenti hanno fortemente dimostrato di apprezzare, manifestando con decisi applausi il coinvolgimento emotivo che le loro note hanno suscitato.

I piccoli ospiti di via Valussi erano come sempre lì, in prima fila, a godere dell'ennesimo spettacolo che la Fondazione ha organizzato per loro. E dietro a loro le mamme che, come sempre accade in queste occasioni, hanno preparato dolci, pizze e ogni ben di Dio che le loro sapienti mani ci hanno insegnato ad apprezzare in questi anni.

Nel corso dell'incontro, su invito di Daniela Luchetta, 2 ragazzi della Fondazione hanno espresso il loro pensiero con parole semplici quanto efficaci , che volentieri pubblichiamo qui sotto.

Ali Rustim è uno dei ragazzi a cui la Fondazione ha dato una mano per trovare una nuova soluzione di vita.

« Sono Ali. Sono curdo e arrivo dall'Iraq.

Sono venuto in Italia per studiare e soprattutto per fuggire dalla guerra.

Io che ho visto la guerra penso che se l'uomo usa la testa non costruisce le armi.

Qui in via Valussi ci sono persone che arrivano da tutto il mondo.
Ognuno ha la sua religione, i suoi pensieri, ma viviamo come in una grande famiglia.

Quindi stare insieme in pace si può. »

Ali Rustim

Ali Rustim
Osama Khalaila

«Mi chiamo Osama vengo dalla Terra Santa, da Nazareth.


Ho vissuto la guerra e la pace.

Mi ricordo il capodanno del 2000, siamo incontrati un gruppo di studenti universitari a Betlemme per le feste.

Eravamo Israeliani, Palestinesi, Musulmani, Cristiani, Ebrei.
Era bellissimo, tutti contenti felici, ballavamo scherzavamo, non dimenticherò mai quel momento.

Invece alla fine del 2000 dopo l'ultima intifada è cambiato tutto, sono distrutti i rapporti sociali, l'economia.
La gente si è stancata, vuole la pace, un po' di respiro ,di tranquillità …
Ci siamo stufati di sentire le tragedie al telegiornale, morte, case distrutte, attentati .
Io penso che tutto sia possibile, eliminando la guerra con la buona volontà , con l'amore distruggendo l'odio .

SI, si puo vivere in pace Israeliani e Palestinesi, Arabi e Ebrei.
NO alla violenza SI alla convivenza, alla PACE


Khalaila Osama

E nel segno della continuità dell' impegno che la Fondazione ha deciso di portare avanti negli anni in nome dei nostri amici, Enzo Angiolini ha illustrato quelle che finora sono state le principali attività, i progressi fatti nel perseguire gli obiettivi prefissati e le prossime iniziative in fase di avanzata realizzazione, tra cui l'apertura di una nuova casa di accoglienza che soddisfi alle ormai costantemente crescenti necessità di ospedalizzazione dei nostri bambini.

Enzo Angiolini con i suoi ospiti.
Enzo Angiolini durante una fase dell'incontro in cui ha illustrato le attività della Fondazione.
   


I componenti del coro del
Collegio del Mondo Unito.


Le autorità intervenute.

 

Responsabile