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Libano
martedì 10 aprile 2007
La Fondazione ha risposto all'appello dei nostri soldati in Libano e ha inviato i propri volontari in Libano per impostare un programma di aiuti. Nel corso di tre brevi missioni il dott. Andolina ha preso contatti con i soldati del CIMIC (collaborazione militare-civile).
I probemi sanitari del sud del Libano aggravati dalla guerra dell'estate '06 son gravi e complessi.
Nei paesini del sud, i militari italiani gestiscono degli ambulatori "volanti" per visitare adulti e bambini di famiglie che non possono permettersi di pagare un medico. In questi ambulatori Andolina ha lavorato come pediatra visitando decine di bambini al giorno. Con i soldi della Fondazione ha riempito di antibiotici e antipiretici gli armadi di questi ambulatori.
Sperabilmente in futuro altri medici del Burlo e di altri ospedali della Regione andranno a turno a supportare questa attività.
Vicino alla base di Tibnin dove sta il grosso del nostro esercito c'è il paese di Qana, che sarà ricordato per sempre per essere stato duemila anni fa la sede delle nozze in cui Gesù ha trasformato l'acqua in vino, e purtroppo anche per una strage di bambini colpiti da una bomba israeliana.
In questo paese c'è una struttura ospedaliera inutilizata da anni per mancanza di fondi; proprio in questi giorni con un finanziamento della Fondazione i nostri soldati hanno iniziato le opere le ristrutturazione del'edificio.
Se i paesini del Libano colpiti alla guerra soffrono di infiniti problemi, i campi profughi palestinesi rappresentano l'inferno in terra. Fino a 70.000 persone vivono da decine d'anni in un chilometro quadrato, in condizioni terribili. La comunità internazionale sembra essersi dimenticata di ragazzini di questi campi, dove le poche scuole stanno per chiudere per effetto dell'embargo agli aiuti alla autorità palestinese. In mancanza di aiuti dall'Occidente i giovani palestinesi rischiano di cadere nelle mani degli integralisti che dimostrano di avere notevoli mezzi finanziari.
Non potendo risolvere tutti mali del mondo la Fondazione per ora sta cercando di selezionare almeno qualche bambino con anemia mediterranea che potrebbe, grazie ad una legge regionale ad hoc, venire a Trieste per essere sottoposto ad un trapianto di midollo (foto, prelievo di sange per valutare la compatibilità per trapianto).
Il 23 aprile la Brigata Pozzuolo tornerà a casa, in Regione. Col tenente colonnello Di Giorgio, responsabile del CIMIC, viaggerà anche un ragazzo libanese ferito agli arti da una bomba a grappolo. Sarà ospite della casa di accoglienza di via Valussi e sarà curato presso il reparto di Ortopedia del Burlo. Sarà il primo bambino libanese che i nostri soldati portano in Italia per farsi curare. Sperabilmente non sarà l'ultimo.
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