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domenica 1 agosto 2010
 
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 La Fondazione

 

La brochure della Fondazione

E' il 28 gennaio 1994.

La brochure della Fondazione
La brochure della Fondazione

L'iniziativa nasce all'indomani della tragedia di Mostar, nell'inverno del 1994, quando gli inviati della RAI Marco Luchetta, Saša Ota e Dario D’Angelo vengono uccisi da una granata mentre stanno realizzando uno speciale per il TG1 su bambini vittime della guerra nell'ex Yugoslavia.

Parenti, amici e colleghi intendono ricordarli in modo fattivo e concreto e, in collaborazione con l'ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste, progettano la realizzazione di un centro di prima accoglienza per bambini e loro familiari, vittime delle atrocità di una guerra che si combatte a pochi chilometri dal nostro Paese.
Viene così ristrutturato un edificio di proprietà della Provincia di Trieste, poi inaugurato nella primavera del 1998. II comitato sorto quattro anni prima si è nel frattempo ,trasformato in Fondazione, intitolata ai tre inviati RAI e ad un quarto operatore dell'informazione, il triestino Miran Hrovatin, a sua volta ucciso in un agguato in Somalia mentre realizzava, con la giornalista Ilaria Alpi, un reportage per il TG3.

Ed è in ricordo dei nostri inviati che, a dieci anni dalla loro morte, la Fondazione istituisce e promuove, in collaborazione con la RAI e sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta: un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con gli ideali che hanno animato il lavoro dei quattro inviati, un sostegno ai valori della solidarietà tra i popoli, al rispetto delle diversità etniche e politiche, e, soprattutto, all'opera di sensibilizzazione in favore e a tutela dei bambini vittime di ogni forma di violenza.

Nella casa di prima accoglienza, situata in via Valussi a Trieste, trovano posto negli anni centinaia di ospiti che trascorrono con i loro familiari periodi più o meno lunghi di degenza durante le cure nel vicino ospedale pediatrico. Provengono da Georgia, Cecenia, Irak, Moldavia, Serbia, Etiopia, Bosnia, Russia, Albania, Libia, Kosovo. In via Valussi convivono persone di razze, nazionalità, etnie e religioni diverse e la vita scorre sotto il comune denominatore di una sentita solidarietà. Grazie al costante aiuto di tanta gente, la Fondazione negli anni ha moltiplicato il fronte dei suoi interventi: interventi in orfanotrofi (pannolini e vaccini in Serbia,apparecchiatura riabilitative in Ucraina) e ospedali pediatrici (medicinali .e. testi in Afghanistan, apparecchi per dialisi in Kosovo, studio dentistico in Albania, impianti speciali per cerebrolesi in Bosnia), aiutando anche economicamente il reinserimento dei propri assistiti.

Nella primavera del 2005, grazie al contributo del Fondo Trieste, la Fondazione inaugura la seconda casa di accoglienza in Via Rossetti a Trieste, un nuovo rifugio per le famiglie in fuga dalla guerra, bisognose di cure e di assistenza e, soprattutto di solidarietà.

La Fondazione si occupa principalmente di organizzare e gestire gli interventi economici e sociali, individuando tempestivamente le necessità e le opportunità di intervento a favore di enti e persone altrimenti in difficoltà. L'attività quotidiana dei nostri volontari permette ai nostri bambini di ricevere tutte le cure di cui hanno bisogno, tanto sotto il profilo medico (tramite i ricoveri all'Ospedale Infantile Burlo Garofolo), quanto logistico (portando i bambini agli orari prefissati presso le strutture ospedaliere), ma soprattutto psicologico, facendoli giocare e distrarre il più possibile.

In questi anni, grazie alla solidarietà di molti, alla collaborazione di enti e associazioni, alla continua vicinanza della RAI, la Fondazione ha proseguito la sua opera moltiplicando gli eventi di aiuto in varie forme, nel ricordo perenne di chi per combattere la guerra e parlare di pace ha finito con il perdere la vita.

 

 

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