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lunedì 6 settembre 2010
 
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Trieste 9 maggio 2009

Premio Barcola 2009 ai Volontari della Fondazione : "Diamo un senso all'esistenza"
Foto di Marcella Skabar Bartoli



Il trofeo realizzato da Giuseppe Callea

E stavolta c'eravamo quasi tutti a ricevere questo riconoscimento che premia coloro i quali si attivano per stare vicini, ognuno al meglio delle proprie possibilità e capacità, ai nostri bambini.

Proprio questo impegno nelle varie case, negli ospedali, nei viaggi tra le varie strutture e negli impegni di segreteria porta ad incontrarci raramente tutti assieme.

Anche in questo la giornata,nella quale ci è stato riconosciuto questo Premio, è stata indimenticabile…una delle rare volte (se non la prima) in cui abbiamo fatto sfoggio del nostro numero, tutti in maglietta della Fondazione e nella piazza principale di Trieste…uno spettacolo per noi davvero toccante.

Ci siamo scambiati informazioni sulle varie esperienze, anneddoti, sorrisi e abbracci, e tanto, davvero tanto, spirito di solidarietà…quello che ci muove nello stare accanto ai bambini.

“E' il cuore che muove questo fantastico motore”, ha sottolineato il segretario Scarpa durante il suo intervento, preceduto dal Presidente Angiolini che ha evidenziato la notevole mole di lavoro espressa quotidianamente dalla Fondazione.


Gianni Scarpa, presentato da Augusto Re David

Andolina con la Giuria del Premio

I numerosi rapporti di collaborazione con le organizzazioni all'estero sono stati invece l'oggetto dell'intervento di Andolina, che ha pubblicamente ringraziato colei che “dedica la sua vita ai piccoli della Fondazione”

Lasciamo alle significative parole del Presidente del Premio Barcola, dott. Alberto Cattaruzza, la memoria di questa bellissima giornata:

Gentili Signore e Signori buongiorno.

Un caloroso benvenuto e un ringraziamento a tutti, alle autorità civili, militari, religiose, a tutti voi che con la Vostra presenza avete voluto onorare la Cerimonia di conferimento del Premio Barcola 2009.

E in particolare desidero ringraziare il presidente della Regione FVG Renzo Tondo e il consigliere Piero Camber, che qui molto gentilmente lo rappresenta, per l'ospitalità offerta in questa prestigiosa sede al conferimento del premio. Un sentito ringraziamento anche al comitato del Premio Barcola che come una squadra particolarmente affiatata ha lavorato alacremente per il successo di questa cerimonia.


Angiolini e Cattaruzza

La Giuria del Premio
Il premio Barcola giunto oggi alla sua 16a edizione viene istituzionalmente conferito a chi abbia realizzato – nei più diversi campi dell'attività umana - qualcosa di encomiabile, di utile, di significativo per la città di Trieste, abbia contribuito a promuoverne l'immagine in Italia e nel mondo, raggiungendo – di caso in caso – particolari risultati nel proprio campo professionale; oppure rappresentando singolari esempi di impegno civico, etico, morale; offrendo altre volte ancora singolari lezioni di sensibilità rispetto ai valori della solidarietà, della condivisione, del reciproco aiuto umano.
Valori, questi, che rischiano di sembrare “antiquati” nei tempi che stiamo vivendo dominati dall'individualismo e che proprio per questo riteniamo - il Premio Barcola ritiene - debbano essere messi in luce e proposti alla riflessione di tutti quando abbiamo la fortuna di imbatterci in una loro preziosa traduzione nella realtà.

Ed e' in tale ottica che quest'anno abbiamo deciso di conferire il Premio Barcola a un gruppo di persone che riteniamo assolutamente eccezionali:
“i Volontari della Fondazione Luchetta Ota d'Angelo Hrovatin”, qui rappresentati nella persona del loro presidente, l'architetto Enzo Angiolini.

Moira, che non ha esitato a gettare il cuore davanti agli occhi di tutti i presenti, strappando l'ammirata commozione dei presenti.

Alcuni Volontari: Serena, Barbara, Hanna e Carmen

Il premio vuole essere un segno di riconoscenza a delle persone che da anni si adoperano, gratuitamente, con grande impegno e sacrificio personale – perlopiù nell'ombra, lontano dai riflettori, senza cercare riconoscimenti, fama, tentazioni di coltivare il culto dell'immagine – si adoperano a favore degli altri, dei più deboli, dei più svantaggiati, dei bambini colpiti dalla violenza delle guerre e delle loro menomazioni, dalla malattia.

Un solo dato è sufficiente a far capire il valore della loro opera: sono infatti più di 500 i bambini portati dalla Fondazione in Italia e salvati da morte certa.

Nella casa di via Valussi, (presso la quale si è recato nei giorni precedenti ndr) primaria sede di accoglimento della Fondazione, ho potuto constatare con i miei occhi la presenza di tanti bambini e famiglie provenienti da Paesi molto lontani – Georgia, Cecenia, Irak, Kosovo, Russia, dal Medio Oriente - bambini segnati dal dolore ma anche sostenuti dalla speranza della guarigione grazie all'infaticabile impegno dei Volontari della Fondazione e a quello delle strutture sanitarie da loro attivate, in modo particolare il nostro Ospedale infantile Burlo Garofolo.

E quello che mi ha veramente colpito è che in quelle stanze della casa di via Valussi non esistono barriere etnico religiose, i volontari della fondazione sono riusciti a creare un ambiente, un'atmosfera in cui la vita scorre sotto il comune denominatore di una sentita, vissuta, solidarietà.


L'incontro con Cattaruzza e Trebiciani in via Valussi

Milenka Ota era, come sempre,con noi!

Mentre ero lì, senza conoscermi affatto, una bambina mi è venuta incontro per abbracciarmi: nei suoi occhi risplendeva tutta la gioia di aver riacquistato la vita.

Voglio solo aggiungere che i volontari  e la Fondazione hanno anche esteso da Trieste i loro interventi all'estero, in orfanotrofi in Serbia e Ucraina, in ospedali pediatrici in Afghanistan, si sono adoperati per far giungere apparecchiature per la dialisi in Kosovo, impianti per cerebrolesi in Bosnia, spesso aiutando anche economicamente il reinserimento dei propri assistiti una volta raggiunta la guarigione, portando così gioia e speranza all'estero, ma anche vero onore e lustro alla nostra città.

Di recente voglio anche ricordare il dono di un'autoambulanza che il ns. presidente Tondo ha consegnato al sindaco di una località libanese, dove assieme al medico Marino Andolina e alla fondazione con i suoi volontari si è anche permesso ad una ragazzo libanese di venire a curarsi a Trieste, ed essere accolto in via Valussi.

Hassan, così si chiama questo ragazzo, si trova tutt'ora in via Valussi.

Alcuni Volontari applaudono alla consegna del Trofeo
Alcuni Volontari applaudono alla consegna del Trofeo
Alcune delle Autorità presenti
Alcune delle Autorità presenti

Sono quindi particolarmente onorato di annunciare il conferimento del Premio Barcola 16a edizione ai Volontari della Fondazione Luchetta Ota D'angelo Hrovatin per la loro opera inesausta a favore dei bimbi bisognosi di cure mediche e di supporto alle loro famiglie, opera che può costituire eccezionale vanto per la città di Trieste tutta.

Infine desidero ringraziare le autorità civili, militari e religiose che con la loro partecipazione hanno permesso di onorare questa straordinarie persone che sono i volontari della Fondazione Luchetta Ota d'Angelo Hrovatin.

Un grazie sentito anche a tutti coloro che ci danno la loro fiducia !.
   
Giuseppe Callea ha realizzato lo splendido trofeo
Giuseppe Callea ha realizzato lo splendido trofeo
I Volontari della Fondazione
I Volontari della Fondazione posano sulla scalinata de
l Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia.


Eccoli nella suggestiva cornice di Piazza Unità d'Italia

 

 

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