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lunedì 6 settembre 2010
 
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Trieste, 11 ottobre 2008
Barcolana 2009



R ieccoci sulle rive di Trieste!.


Aida, Alessandra, Annalisa, Barbara, Carmen, Caterina, Chiara, Chiara, Cinzia, Daniela, David, Denise, Diego, Enver, Franca, Francesca, Francesca, Gabriella, Giovanna, Graziana, Isabella, Katarina, Laura, Laura, Letizia, Liliana, Loredana, Lorenza, Luciano , Maria Grazia, Maria Grazia, Matteo, Mauro, Michela, Nico, Odetta, Paola, Paola, Serena, Severino, Silvia, Simone, Teresa, Uwa e le sue collaboratrici dell'Associazione “Tenda della Luna” hanno dato il loro notevole contributo per mantenere vivo il legame con la gente della Barcolana, ormai abituata alla nostra presenza che rappresenta uno dei più importanti momenti di contatto con i nostri sostenitori.

Lontani dal trambusto e dall'affollamento nei pressi delle grandi imbarcazioni, ci siamo dedicati con tutte le nostre energie a rinsaldare quel rapporto di stima e fiducia con la città e coi numerosi ospiti che giungono da lontano, che spesso vengono a cercarci per portare a casa un gadget "aggiornato" della nostra Fondazione.

Quest'anno in particolare si è notevolmente rafforzato il "gemellaggio" con l'Esercito Italiano.

A fronte della crescente collaborazione con i nostri militari presenti in svariati teatri operativi nel mondo, abbiamo avuto la possibilità di conoscerne i vertici gerarchici e stabilire con loro un rapporto di amicizia e solidarietà per il quale non si sono tirati indietro nemmeno quando abbiamo lanciato la proposta di portare i nostri ragazzini e le loro mamme a fare una mini-regata nel Golfo di Trieste niente di meno che sulla barca ufficiale da regata dell'Esercito Italiano.

Il Generale Andrea Caso, a capo del Comando Militare dell'Esercito in Friuli Venezia Giulia, dopo aver autorizzato l'operazione, ha espresso il suo compiacimento in una lettera che pubblichiamo integralmente qui sotto.

Grazie a lui abbiamo avuto il piacere di conoscere da vicino Cino Ricci, skipper del 33 piedi E.I., e di raccontargli qualcuna delle nostre esperienze con i piccoli ospiti della Fondazione.

La regata d'ottobre, meglio nota come “Barcolana”, è da 4 anni anche un momento importante per l'Esercito Italiano. Nel 2005 partecipai come ospite e costatai che il fatto sportivo trascina un evento sociale molto particolare: la città, e non solo, si ritrova in massa per alcune ore di gioia, di spensieratezza, ma anche per partecipare ad un'attività di “agonismo puro”, quello del famoso motto di de Coubertain "l'importante non è vincere, ma partecipare". Notai che tra le 1800 barche mancava la presenza di quelle istituzionali e pensai che, sponsor permettendo, la partecipazione di una barca dell'Esercito Italiano sarebbe stata opportuna.
L'anno successivo, noi del Comando Militare Esercito del FVG, riuscimmo ad armarne una. Gli sponsor ci aiutarono con entusiasmo e Cino Ricci da allora  ci fornisce uno specifico supporto tecnico.
Nelle 4 partecipazioni  abbiamo avuto sempre un motivo per essere orgogliosi della partecipazione, quello sportivo lo abbiamo raggiunto nel 2007, quando  con un  FARR 80 ci siamo classificati ottavi tra i circa 1900 partecipanti.
Quest'anno, oltre alla buona organizzazione, andiamo fieri per aver raggiunto, durante la settimana di avvicinamento alla regata, un legame con la Fondazione Luchetta – Ota – D'Angelo – Hrovatin che ci ha permesso di conoscere meglio un gruppo di persone che fanno del volontariato, dell'amicizia e della solidarietà un sistema di vita.
Il 28 gennaio del 1994 il giornalista Marco Luchetta, l'operatore Alessandro Ota e il tecnico di ripresa Dario D'Angelo – erano a Mostar, in Bosnia-Erzegovina, per girare uno speciale per il Tg1 sui “bambini senza nome”, invece furono vittime di un “incidente mortale”! Miran Hrovatin, anch'egli triestino, morì a marzo dello stesso anno in Somalia in un evento simile.
La morte dei nostri giornalisti si trasformò in atto d'amore nei confronti di bambini vittime della guerra, quei bambini che soffrono di malattie gravi che non si possono curare nel paese di origine. Questa idea diventò il modo più bello e concreto per ricordare gli amici morti a Mostar ed a Mogadiscio. La Fondazione è un'organizzazione che individua i bambini da salvare e li porta in Italia, affinché presso le strutture pubbliche possano essere curati. Ma non è solo questo la Fondazione, infatti, in Via Valussi e via Rossetti a Trieste ci sono due case d'accoglienza dove vivono i nostri piccoli ospiti che sono accompagnati dalle loro mamme, affinché durante le cure ci sia l'affetto di una persona di famiglia.
In una struttura in cui tutti rivolgono particolare affetto ai bambini, c'è anche chi ricorda con gratitudine i soldati italiani, in particolare quelli che operano nell'ambito del CIMIC (cooperazione civile-militare). Tale struttura offre alle popolazioni, dei Paesi ove siamo impegnati in operazioni di peace keeping, gli aiuti primari affinché durante l'attesa della pace si possa iniziare una vita “normale”. Mi è stato spiegato, infatti, che i nostri soldati, tutti, senza distinzione, si adoperano per fornire la cornice di sicurezza a coloro che operano per salvare questi bambini, ma segnalano anche i casi più gravi quando la Fondazione non è presente.
Per ritornare alla Barcolana ed all'importante obiettivo raggiunto, quest'anno abbiamo offerto ai bambini della Fondazione la possibilità di fare una piccola “regata” nel golfo di Trieste con la barca dell'Esercito, una regata molto semplice, dove c'erano anche le mamme e gli accompagnatori. Al loro ritorno il premio l'abbiamo vinto noi: la gioia di aver visto i bambini sorridenti e gli accompagnatori felici per un'ora nel golfo; forse molti di loro il mare di Trieste non lo vedranno più, ma ci auguriamo che rimanga in loro un bel ricordo della nostra Italia, di Trieste e della Fondazione.


Gen. B. Andrea Caso

 

Sulla stessa imbarcazione era presente anche Serena Rinaldi, una nostra volontaria che, assieme al compagno Marco che opera presso il CiMiC (Civil Military Cooperation), si è data da fare per organizzare l'evento e ha accompagnato i bambini e le mamme per ricavarne una sorta di "diario di bordo" .

Voglio raccontarvi una emozione che ho vissuto in prima persona un pomeriggio di ottobre assieme ai nostri bambini. L'idea parte improvvisa da Mauro, siamo nei giorni che precedono la Barcolana: «Sarebbe bello per i bambini riuscire a visitare una barca da regata e magari farci un giro». Così, Mauro contatta un ufficiale incontrato qualche giorno prima, specializzato in CI.MI.C.: questo buffo acronimo (Cooperazione Civile e Militare), accomuna civili e militari che tentano di concepire un nuovo modo di aiutare il prossimo. In particolare, se fatto dai soldati, il CIMIC indica le strade percorribili per fornire assistenza alla popolazione civile. Il contatto funziona e il motore inizia a girare, la barca è disponibile, i bambini potranno salire e veleggiare su un bel 33 piedi che durante la Barcolana porterà il logo EI ( Esercito Italiano) sulla grande vela di prua.

L'appuntamento con i militari è allo stand dell'Esercito Italiano, dove i nostri bambini vengono omaggiati di un cappellino bianco e sembrano proprio far parte di un vero equipaggio, perché indossano tutti la stessa maglietta con il logo della FONDAZIONE e lo stesso cappellino E.I.

La breve passeggiata che ci separa dallo stand al Molo Audace dove la barca è ormeggiata sembra infinita tanta è la trepidazione e tanti sono gli stop che siamo costretti a fare, perché i militari forniti di macchina fotografica ci tengono a immortalare le facce incredule dei bambini. Ma finalmente arriviamo all'imbarco e ci accolgono con gran entusiasmo due veterani della vela, Marco e Franco, i quali vedendo il gran numero di bambini e mamme che accompagnano i più piccolini propongono di fare due giri, ma subito dopo capiscono che è impossibile scegliere chi farà per primo e decidono di imbarcare tutti assieme! Fotografi e cameramen compresi.

Inizia così la nostra piccola avventura in mezzo al mare tra lo stupore di tutti. Chi si posiziona a prua, chi a poppa tra le braccia della mamma, ma con gli occhi fissi sull'orizzonte o le onde che le altre imbarcazioni provocano passando vicino a noi.

Non si perde occasione di richiamare, con i saluti e sbracciandosi, i natanti che ci circondano o che incrociamo, per la grande ressa di imbarcazioni che popolano il golfo, in vista del grande evento di domenica. E iniziano le infinite domande che solo i bambini sanno fare, ai ragazzi dell'equipaggio, che non si stancano mai di rispondere e soddisfare qualsiasi richiesta. Marco e Franco ci illustrano perfettamente tutto ciò che vediamo, il faro della Vittoria che domina il nostro golfo, i bagni dei Topolini con le terrazze color azzurro che spiccano da lontano e le grosse navi in mezzo al golfo; arriviamo infine a costeggiare la lanterna della Lega Navale e le splendide rive popolate di gente, di odori e sapori che arrivano fino al mare. E ancora domande sulla navigazione a motore, a vela e su cosa il mare ti offre quando sei in navigazione, persino in mezzo all'oceano. Alla parola oceano, tutti i bambini restano ammutoliti, pensando quanto pericoloso deve essere il grande, infinito oceano e invece vengono tranquillizzati da chi fa loro capire che il mare, come tutta la natura che ci circonda, bisogna conoscerlo, rispettarlo, amarlo ma non temerlo. I più piccoli piuttosto che essere rapiti da queste parole, sono impegnati a guardare tutto ciò che li circonda; tutto è gioco, persino le cime, i parabordi possibilmente quando toccano l'acqua e generano scie. Concludiamo il nostro percorso con alcuni dei più grandicelli che provano a timonare, sotto i sapienti sguardi del nostro amico skipper che fa loro provare l'ebbrezza di condurre una barca a vela.

All'arrivo è un tripudio di foto, saluti, abbracci e non ho potuto fare a meno di notare una profonda commozione anche nei ragazzi dell'equipaggio che ci hanno accompagnato in questa avventura. Devo dire di essere stata profondamente colpita dal modo in cui ci hanno accolto, dalla loro tenerezza e disponibilità nei confronti di tutti noi, dal loro entusiasmo nel soddisfare le richieste dei nostri bambini, che hanno vissuto un momento di serenità completa.

Sono rimasta anche colpita dalle mamme che hanno accompagnato i loro piccoli, perché sembravano più incuriosite dei loro figli e incredule di essere riuscite ad avere un momento di distrazione, apparentemente lontano dai problemi e dai pensieri di sempre. Per questo un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare questo sogno, siano essi stati militari, skipper, marinai o volontari della Fondazione, tutti hanno regalato un sorriso sul volto di tanti bambini e genitori, una cosa che già da sola ci può renderci orgogliosi.

Serena Rinaldi

Infine desideriamo ricordare l'incontro con Massimiliano Barovina Grandi, Sottotenente di Vascello della Marina Militare Italiana che, imbarcato su uno dei Maxi che hanno partecipato alla Barcolana, non ha voluto perdere l'occasione, pur arrivando da lontano e all'ultimo minuto, di fermarsi un po' presso il nostro stand a giocare con i bambini , come faceva da ragazzino quando andava in via Valussi dai suoi amichetti.




 
I numeri della manifestazione:
- Vincitore assoluto Maxi Jena di Mitja Kosmina'
- 45 volontari in presidio garantito di almeno due persone per ogni turno di due ore (tot.200 ore circa di presenze)
- 71 ore di presidio in Villaggio Barcolana
- 500 palloncini , alcuni dei quali con il nostro "logo fatto a mano" regalati ai bambini in transito
- 3500 volantini distribuiti al pubblico
- 300 Riviste "I nostri Angeli" anno I numero 3 distribuite al pubblico
- più di 4500 Euro ricavati dalla vendita dei gadgets della Fondazione
   
- Svariate decine di iscrizioni alla newsletter del sito internet
- Centinaia di contatti verbali con persone simpaticissime!
 

Un ringraziamento particolare ad alcuni nostri amici:

Aida, Alessandra, Annalisa, Barbara, Carmen, Caterina, Chiara, Chiara, Cinzia, Daniela, David, Denise, Diego, Enver, Franca, Francesca, Francesca, Gabriella, Giovanna, Graziana, Isabella, Katarina, Laura, Laura, Letizia, Liliana, Loredana, Lorenza, Luciano , Maria Grazia, Maria Grazia, Matteo, Mauro, Michela, Nico, Odetta, Paola, Paola, Serena, Severino, Silvia, Simone, Teresa, Uwa e le sue collaboratrici dell'Associazione “Tenda della Luna

Alla Società Velica di Barcola e Grignano
cha ci ha ospitati presso lo stand.

Ai Vigili del Fuoco di Trieste
per la manutenzione e la collaborazione nell'allestimento delle "Casette" della Fondazione.

Al Generale Andrea Caso, Cino Ricci, Marco e Serena per il "gemellaggio" con E.I.

A Marco, Paolo, Fiorella e Guido di Radioattività
per la diretta radiofonica.

Alla RAI regionale
per le informazioni divulgate nel Telegiornale

A Telequattro
per le informazioni divulgate nel Notiziario


 

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